Da qualche settimana a questa parte, dopo aver finalmente sfanculato mia nonna (legittima proprietaria dell'immobile), ho ripreso regolare possesso abusivo della casina al mare che -ricorderete- già l'estate scorsa è stata teatro di disdicevoli serate a tema ed indecorose crisi narcolettiche.
Come ogni anno, mentre la nonna va a trascorrere l'estate nelle gelide paludi del comasco (non stiamo molto bene di famiglia, ne converrete), la sottoscritta, con l'infame scusa di innaffiarle le azalee, si fa lasciare le chiavi di quei deliziosi trenta metri quadri scarsi vicino al mare e li trasforma -alternativamente- in balera, bisca clandestina, cinematografo e trattoria a conduzione familiare da maggio fino a settembre inoltrato.
Potrebbe anche trasformarli agevolmente in dissoluta e peccaminosa garçonnière, ma, voglio dire, avete presente il problema, no?
Insomma, per inaugurare la nuova stagione della casina, domenica sera io, Biscottino e Fiammetta ci s'è prima ingozzati bene bene di pizza e poi, sdraiati a quattro di mazze sul lettone, luci basse e copertine di pile confortanti, si è cercato di placare le angosce amorose dell'unica femmina del gruppo che potesse avere delle angosce amorose, cioè -colpo di scena- Fiammetta.
"Voi non potete capire!" si disperava la ragazza sgranocchiando biscotti Plasmon "Voglio lasciare Anthony ma non ho il coraggio!"
"E che problema c'è?" minimizzava quella vecchia volpe di Biscottino che, secondo me, una bella sgranocchiata se la sarebbe fatta dare più che volentieri pure lui, ma sorvoliamo.
"Voglio morire" rantolavo intanto io in coma digestivo dopo una vegetariana più scaglie di grana da quattro etti.
"E poi c'è Christian che mi fa il filo! E' carino da morire! Mi dice che vorrebbe mettermi sul piedistallo e adorarmi come una madonna!" continuava Fiammetta.
"Ah" batteva in ritirata Biscottino, oltraggiato.
"Razza di spregevoli, luridi illusionisti" chiosavo io, romantica.
"Insomma, sono distrutta! Ditemi che devo fare!"
Che deve fare -mollare immediatamente quel rintronato di Anthony e trombarsi, scusate volevo dire frequentare, no scusate un paio di palle, volevo dire proprio trombarsi quel colombo sciropposo di Christian- gliel'abbiamo ripetuto un migliaio di volte, prima durante e dopo la proiezione del film sul divanoletto del soggiorno.
Alla fine s'è convinta.
"Grazie ragazzi, siete degli amici" ci ha salutati qualche ora più tardi quando, più serena e col cervello rivoltato come un calzino, l'abbiamo accompagnata fino al portone.
"Maffigurati! Adesso vai a dormire e rilassati!"
Alle due e mezza di notte io e Biscottino stavamo ancora seduti sulla panchina di Piazza Umberto a fissare le mattonelle del marciapiede.
"No, ma tu ti rendi conto?"
"......."
"Dico, ti rendi conto?"
"......."
"In due facciamo 60 anni, non abbiamo uno straccio di relazione stabile, e siamo finiti a consolare lei, ventenne fresca e scanzonata con l'imbarazzo della scelta!"
"......."
"Io non ci posso credere"
"......."
"Abbiamo solo questo decennio per recuperare! A quarant'anni siamo fottuti!"
"......."
"Ma possiamo recuperare! Tutti possono recuperare!"
"......."
"Non dobbiamo arrenderci! Ci sono ancora dieci anni!"