Tanti auguri per il nuovo anno a chi è generoso di sorrisi.
A chi è aperto alla vita, al cambiamento, al nuovo.
A chi ha il coraggio di rischiare, di rimescolare le carte, di mettere a repentaglio le proprie certezze quando non sono più stimolanti, di intraprendere una strada nuova quando la vecchia è ormai sicura ma piatta.
Tanti auguri a chi mette in gioco il proprio cuore senza riserve, a chi è libero nei sentimenti, a chi manifesta le proprie emozioni e non le lascia spegnersi dietro una maschera di cera.
A chi coltiva il dialogo, il confronto, la tolleranza, a chi si impegna per arricchire i propri pensieri, a chi ha sempre voglia di fare ancora un altro passo, che sentirsi arrivati è come esser già morti.
A chi nutre di libertà i suoi pensieri, di follia le sue idee, di magia i suoi sogni.
A chi ha l'audacia di dire quello che pensa, con sincerità, senza superbia.
A chi è capace di ascoltare e basta, senza pensare già a cosa dovrà dire dopo.
A chi sa regalare abbracci, sorrisi, parole gentili senza autocompiacimento.
Tanti auguri a chi, nonostante tutto, mantiene un cuore pulito, si lascia sorprendere, cavalca l'onda dell'imprevisto, accetta con gratitudine e rifiuta senza scortesia.
A chi sa trasformarsi, reinventarsi, sempre.
A chi sa dare ascolto alle proprie intuizioni, sa limonare con la propria ispirazione, si esercita nella sensibilità.
A chi sa rendere fruttuosa la tristezza, fertile la solitudine, accettandole senza subirle.
Tanti auguri a chi rifiuta la mediocrità, il quieto vivere.
A chi coltiva ed irradia energia e vitalità, forza d'animo e passione e si tiene alla larga dai sentieri paludosi dell'inerzia e dell'apatia.
A chi sa ridere fino alle lacrime, a chi sa godere dell'ironia senza darlo troppo a vedere, a chi snobba il sarcasmo, a chi sa cogliere la differenza.
Tanti auguri a chi sa innamorarsi di tutto.
A tutti gli altri, quelli che sguazzano nell'invidia, che si compiacciono nella maldicenza, che si masturbano con il malanimo e poi eiaculano bile, che scelgono sempre la scorciatoia della volgarità, della calunnia, della malizia, beh, che dire.
Poveri voi, non sapete che vi perdete.

Alla vostra!
Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.
C. Baudelaire
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lostris18 alle ore 15:17 |
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L'immagine più raccapricciante di queste feste non riguarda le montagne di crispelle con l'acciuga fritte nella sugna che ho dovuto divorare malvolentieri insieme al pandoro, benchè il lezzo del fritto misto allo zucchero a velo accompagni ancora le mie notti insonni.
L'immagine più raccapricciante di queste feste riguarda invece quel giovane uomo che ho incontrato qualche giorno fa nel corridoio di casa, altissimo, capello ingellato a regola d'arte, barba perfetta, vestito Hugo Boss, scarpino lucido che si agganciava i gemelli ai polsini della camicia.
"E' dritto il nodo della cravatta?" mi domanda vagamente distratto.
"Chi cazzo sei?" mi informo con la mia consueta cortesia, sprofondata nel mio nuovissimo pigiama rosso fiammante ad orsetti.
L'uomo si avvolge in una nuvola delicata e persistente di Dolce&Gabbana Masculine, lancia un'ultima occhiata allo specchio, infila un cappotto nero a mezzacoscia ed afferra una bottiglia di Nero d'Avola.
"Sei Satana, vero? Ridammi mio fratello"
"Vado a cena da mia suocera, fammi gli auguri"
Fratello Tossico.
L'uomo che teneva i funghi allucinogeni -souvenir di Amsterdam- in frigo spacciandoli per dadi da brodo. L'uomo che riusciva davanti ai miei occhi a convincere mia madre che quell'odore era l'incenso al rododendro.
L'uomo che mi chiedeva a gesti mi tieni il cellulare mentre l'ennesima fidanzata mi strillava nell'orecchio l'ennesima scenata di gelosia e lui giocava a Tekken4.
Io vi giuro che bevo, bevo, bevo.
Ma non riesco a dimenticare.

Ricordiamolo così, nei giorni della sanità mentale.
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lostris18 alle ore 17:21 |
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E auguri a tutti, eh?
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lostris18 alle ore 23:54 |
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Quando ieri mi sono presentata col tailleurino nero d'ordinanza ed ho comunicato che ero lì a lavorare nonostante avessi la febbre a trentanove, al banco salumeria si è scatenata una gara di solidarietà.
Oh, ma avete notato come l'ho detto tranquilla? Febbre a trentanove. Così, en passant.
Dicevo.
No, che comunque ce l'ho anche oggi eh?
Dicevo.
(e domani lavoro di nuovo)
(la vigilia di Natale, si)
(fino alle ventuno)
DICEVO.
"Mangia, devi rimetterti in forze!" si preoccupava Biagio il salumiere allungandomi fettine di San Daniele appena tagliato che si scioglieva in bocca.
"Ma senza pane....." (miaooooooo)
E vai col pane.
E con i pezzettoni di grana intagliati dal cuore della forma.
Che il calcio fa bene alle ossa.
"I pomodori secchi che fai, non li assaggi?"
Verso le diciassette annuncio che m'è venuta voglia di dolce e che -a furia di parlare- ho la gola tutta rossa e infiammata (miaooooo).
"Facciamo così, tu apriti una busta di Zanzibar Sperlari, io intanto scappo al bar a prenderti un the caldo! Limone o pesca?" si informava Salvo il repartista ortofrutta infilandosi la giacca.
E' inutile, io l'ho sempre detto che ad avere quel triangolo lì c'è solo da guadagnarci.
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lostris18 alle ore 21:06 |
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Fatemi vedere un'altra fetta di maiale morto e vomito.
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lostris18 alle ore 15:35 |
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Da quando -ieri pomeriggio- è arrivato il tradizionale pacco natalizio dai parenti pugliesi, casa mia pare il franchising non autorizzato del Piccolo Forno del Salento.
Ovunque volga lo sguardo sono circondata da vassoioni di biscotti al latte, al pistacchio, alle noci, cupete di mandorle ricoperte di cioccolato, torrone, torroncini, cioccolatini e panettoni.
E poi olio extravergine verde muschio, olive, friselle d'orzo, crostini all'origano e distese di taralli a perdita d'occhio. All'olio, al sesamo, al peperoncino, alla pizzaiola.
Mi guardo intorno e penso che dev'essere così, il Paradiso.
Quest'anno -però- i parenti del continente hanno dimenticato di inserire il mio pacchettino personale, quello che nessuno deve toccare, quello con le pucce rigorosamente leccesi col pomodoro, le olive nere e la cipolletta.
Ho sbattuto i piedini ed ora sporgerò regolare denuncia.
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lostris18 alle ore 13:48 |
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Quando vivevo al Nord, tra le paludi dell'interland trevigiano e la mia alimentazione era tutta basata su quel fottutissimo radicchio violetto appalla, che, adesso non me ne vogliano i Veneti (ciao Distrattina!), non per ferirvi nell'orgoglio campanilista eh?, ma devo darvi una notizia sconvolgente, il radicchio sa uguale in tutto il resto del continente europeo e pure in Massachusset credo (vero Boston?), sappiatelo, dicevo quando vivevo al Nord, oh, ma non vi sembro un pò Rita oggi?, la cosa che mi sconvolgeva di più era la sensazione di non trovarmi più su un'isola.
Non i -10° del mattino che dovevi scongelare la macchina con la fiamma ossidrica prima di partire, e nemmeno il pensiero di andare a fare la spesa col giubbotto anti mine che dietro casa mia viveva giustappunto - l'avreste mai detto?- quel burlone di Unabomber.
No.
A me sconvolgeva il fatto di non essere circondata a trecentosessantagradi dall'acqua.
Che poi, quando scendevi in macchina fino a casa, e voglio dire, solo chi mi ha avuto in macchina SA cosa possa voler dire un viaggio di 18 ore con me, quello che mi inquietava erano quei cartelloni autostradali al valico tra le regioni.
Fine Emilia Romagna. Inizio Toscana. (ditemi che confinano, vi prego)
Fine Toscana. Inizio Lazio. (uguale)
Nulla, a me non tornavano i conti.
Questo fatto che tre centimetri prima del cartellone eri nel paese dei tortellini e tre centimetri dopo nella patria di Dante a me inquietava proprio.
E lo stretto? E il traghetto? E l'arancino?
Noi Siciliani, quando rientriamo in patria, abbiamo quel passaggio lì che è quasi un battesimo.
Una catarsi.
Mentre fai la fila a Villa San Giovanni ti predisponi psicologicamente.
Se sei tanto fortunato da rientrare sotto le feste, quando la fila per il biglietto Caronte arriva a Cosenza, hai tutto il tempo di intraprendere un'accurata autoanalisi freudiana completa, che gli occhi di bragia vengono a te, e ti viene pure voglia di sfasciare le fiancate dei tir con un piede di porco, altro che cazzi. (scusate)
Appena metti piede sul traghetto -poi- ti fiondi sul ponte.
Pure se è notte.
Pure se fa freddo e i gabbiani galleggiano viola.
Perchè non puoi perdere lo spettacolo delle luci di Messina che ti spalanca le braccia dalla costa, la Madonnina del porto, lo stivale che si allontana, la sensazione di tornare sulla tua isola.
E il mare che ti culla e spruzza di salsedine il tuo bentornato.
Che a me la menopausa mi rende romantica.
Dedicato a Rizard che questa sera torna nella sua bella Messina, ed io lo aspetto nei prossimi giorni con la bottiglia di Zibibbo tra le manine.

Mpare, m'araccumannu, non curriri!
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lostris18 alle ore 16:14 |
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Manteniamo la calma, eh?
L'aiuto che vi chiedo riguarda una di quelle questioni che a noi donnine fa venire -avendole- dupalle quanto una mongolfiera, ma che a voi maschietti, sa il cielo perchè, vi riempie di maschio orgoglio e vi fa lanciare in interessantissime disquisizioni di ore ed ore durante le quali noi facciamo si si con la testolina ma intanto stiamo visualizzando mentalmente un rapporto completo di almeno quarantasette posizioni diverse con Brad Pitt.
Vero donnine?
Ordunque.
Ricorderete tutti -no?- che due mesetti fa giorno più giorno meno sono entrata in regolare possesso di un fantastico scuterino azzurro polvere, degna ricompensa dei miei sforzi e del mio sudato lavoro.
No, via, in realtà me l'hanno regalato la nonna e la zia, che dopo una mia miagolata da competizione sulle gambine che mi si stancavano taaaanto a raggiungere la fermata del bus hanno estratto seduta stante il libretto degli assegni ed hanno firmato in bianco.
Ma andiamo avanti.
Ricordo perfettamente che stavo in quel negozio che puzzava di gomme peggio di un'autofficina ed avevo scelto lui, bello come il sole, azzurrino sfavillante, il mio fido destriero.
Stavo lì che gli accarezzavo il musetto e pianificavo mentalmente una lista di cose serissime come la sua decorazione con vezzosi adesivi glitter e margheritine pelose e l'eventualità di ricoprire le manopole dello sterzo con dei simpatici manicotti muccati.
Lui ricambiava già il mio amore e faceva le fusa mentre gli grattavo il sellino.
Dietro di noi, quel rintronato dell'addetto alle vendite disturbava la nostra corrispondenza d'amorosi sensi con un fastidioso cicaleccio.
Adesso io non saprei ripetervi cosa blaterasse di preciso, era tutto serio in viso, ma era una cosa noiosissima del tipo
"Bla bla bla...TOT chilometri...bla bla bla fare tagliando...bla bla bla bollino blu, rodaggio, revisione chemminchianesò"
C'ho ripensato ieri mattina quando non s'accendeva più.
Siate buoni, sono davvero disperata, spiegatemi tutto.
Io intanto mi do lo smalto. Donne, che dite, prugna o rosso lacca?
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lostris18 alle ore 16:49 |
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Torni a casa, no?
Fuori c'è un freddo belluino e tu hai già disputato la finalissima del campionato Infila lo scooter dentro al portone senza rigare rotule e fiancate piazzandoti ultima.
Con i guanti ancora infilati, la fottuta suoneria della capretta che risuona dalle profondità occulte delle tasche del piumino e la pioggia che viene giù a secchiate.
Varchi la soglia di casa con quel batticuore tipico dell'ictus incombente e tua madre ti si para davanti sconvolta che pare Cassandra la sacerdotessa di sventure.
"Hai visto cosa è arrivato? Sarà una bomba! A Natale lo fanno! Non lo aprire!"
E noti la scatolina.
Bianca.
Innocente.
Col tuo nome e cognome scritto col pennarello nero.
Non sembra un ordigno esplosivo.
Fai un rapido calcolo e stabilisci che no, ultimamente non hai comprato nulla su Ibbèi anche perchè la tua carta postepay era nella borsa che ti hanno rubato la settimana scorsa ma sorvoliamo.
Occhèssarammài? Pensi allora mentre hai già impugnato un serramanico da quindici e stai sbudellando gli strati di cartone con occhi rapaci che tu quando devi aprire un regalo riesci sempre a mantenere quel decoro gentilizio che tutti ti invidiano.
E trovi questo.

Un sorriso ti si stampa istantaneamente da parte a parte sul viso mentre tu ti sciogli come una statuina di zucchero in un lago di melassa circondato da colline di pandolce e arcobaleni di caramelle mentre viene giù tutta una pioggerellina di canditi e confettini e gli angioletti cantano in coro sbattendo le alucce.
Un'immagine da strafiga rovinata, così.
Allora ti viene in mente un pensiero da dedicargli, e pensi che devi assolutamente scriverlo qui, dove lui può leggerlo e dove sicuramente capirà in silenzio.
Mille anni al mondo, mille ancora. Che bell'inganno sei anima mia! E che bello il mio tempo, che bella compagnia!
(Nuvole non ce l'ho fatta, perdonami)
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lostris18 alle ore 15:05 |
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Che se qualcuno, che so, m'avesse avvisato in tempo che oggi è il diciottodicembre e che -quindi- come ogni diciottodicembre oggi esce il Numero Gold di Astra, io a quest'ora sarei già col nasino tuffato tra le pagine ancora fragranti di petrolio a conoscere la sorte di questo duemilaotto che arriva.
Perchè io -come mi faceva notare simpaticamente qualcuno- ho l'orologio biologico slittato e con i neuroni surriscaldati dallo stato febbrile vago per casa che sembro fatta fresca fresca di morfina più del solito.
Comunque.
Mentre attendiamo il pomeriggio per l'apertura delle edicole, e ci dilettiamo con le frizzanti performances manutentive di Splinder, vi annuncio che i motivi per strapparci i vestiti di dosso, indossare dei costumini orientali con le medagliette tintinnanti (Uèin sarai uno schianto), stappare fiumi di prosecco e partire col trenino ci sono tutti.
Oggi, diciotto dicembre, sappiatelo, Giove pianeta della fortuna, che per tutto il duemilasette ha tenuto il culo voltato ai Gemelli, non so se ve n'eravate accorti, esce dalla fottuta opposizione e va a rompere i coglioni a qualche altro segno che, ve lo giuro con la mano sul cuore, non invidio manco per niente.
Che adesso, voglio dire, va bene mal comune mezzo gaudio, però in fondo mors tua vita mea, quindi chi avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdàmmece ò passato, simm'e Napoli paisà.
(cazzo c'era dentro quell'aspirina?)
Insomma gente, da oggi Giove leva le tende e si porta dietro tutto l'arsenale di sfighe con cui mi ha bersagliato per tutto l'anno riducendomi ad un esserino sparuto ed indifeso.
Adesso non facciamoci riconoscere e salutiamolo come le personcine a modo.

CIAO GIOVE!
Rùmpiti u coddu.
(scusate)
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lostris18 alle ore 14:24 |
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Ve lo dico io.
Ho la febbre.
Trentotto meno due.
Ma non dovete essere in ansia per me, dico davvero, la sto prendendo veramente easy.
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lostris18 alle ore 14:27 |
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Via gente, stasera vado a giocare a carte!
Una di quelle megagiocate natalizie a baccarà che dopo sei ore consecutive di tavolo verde vai in trance ipnotica e rivivi in un trip allucinogeno scandito dal ritmo salmodiante del mantra cis-ta cis-ta tutte le tue reincarnazioni passate.
Se tanto mi dà tanto, tra qualche ora dovrei essere ricca come un magnate del petrolio e fumare bigliettoni da cento.
Oppure arriva la finanza e ci porta tutti al gabbio.
Mi piace quest'atmosfera natalizia frizzantina.
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lostris18 alle ore 21:02 |
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Voi stamattina, diciamo alle cinquemmezzo minuto più minuto meno, dove eravate?
Io in questura.
Ufficio denunce.
"Allora signorina, provi a calmarsi, la smetta di rosicchiare lo spigolo di legno della scrivania e mi spieghi cosa c'era dentro questa borsetta!" mi fa il maresciallo rischiando l'incolumità della sua pistola a canna mozza già solo per aver chiamato borsetta la mia deliziosa bauletto-bag nero vernice nuova.
No, nulla.
N. 1 portafoglio.(vernice, pandàn)
N. 3 documenti. (carta d'identità, codice fiscale e patente mi dispiace signorina non può circolare)
N. 1 Mazzo di chiavi di casa.
Un numero imprecisato di ferrero rocher.
Ma soprattutto -possa la settima bolgia inghiottirli interi e farli correr nudi e spaventati senza sperar pertugio o elitropia- il mio fantastico rossetto Collistar n.13 astuccio special edition Christmas 2007.
Portatemi un avvocato, un esorcista, uno sciamano, un taumaturgo, un tiratore scelto.
Conducetemi in pellegrinaggio in qualche luogo mistico dove si incrociano i meridiani energetici e dove io possa finalmente rottamare i miei fottutissimi chakra.
Affogatemi nelle monetine di cioccolato.
Fate qualcosa cazzo!

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lostris18 alle ore 13:57 |
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Ieri sera sono uscita con Biscottino.
Questo lo scambio di essemmesse:
"Dove sei? Devo uscire"
"Sono in pigiama, cazzo vuoi?"
"Vestiti, mi porti fuori"
"Arrivo"
Stavamo davanti a due tazzone di cioccolata calda quando ho avuto l'illuminazione.
"Devi darmi retta!" argomentavo ispirata mentre addentavo la fettona di crostata alla Nutella più buona di Catania "Dobbiamo trovarci un fratello ed una sorella! Tu prendi lei ed io lui! In una botta ci sistemiamo e diventiamo cognati, così quando la domenica andiamo a pranzo dalla suocera portiamo un solo vassoio di cannoli!"
Lui sostiene che preferirebbe una morte lenta piuttosto che vedermi pure la domenica a pranzo.
Io apro le candidature.
E comunque -scusate eh?- siamo o non siamo due Strafigoni Della Madonna?
grazie Amor de mi vida!
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lostris18 alle ore 17:47 |
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"Riprendimi, ti faccio un limbo così flessuoso che i danzatori dervisci si ritireranno in massa nel deserto mongolo a cibarsi di locuste!"
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lostris18 alle ore 17:24 |
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"Riprendimi, ti faccio un salto dell'Olio Cuore a gambe tese che Juri Keki quando mi vede si ritira nella Certosa di Pontignano a fare il punto erba!"
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lostris18 alle ore 14:51 |
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Erano le dieci meno cinque quando, lanciata l'ultima occhiata allo specchio, decido che il make up è quello giusto, l'insieme armonico, il profumo presente ma non invadente, il ciuffo perfettamente incastonato nella cornea ed il push up sufficientemente pusciato.
Il Lexotan forte intanto aveva già fatto effetto e mi impreziosiva di quel sorriso serafico e leggiadro che solo i barbiturici potenti sanno regalare.
Perfetta.
Squilla il telefono.
"Siamo qui sotto, scendi!"
Precedentemente avevamo già concordato con Fiammetta il segnale per individuarli, un doppio colpo di abbaglianti dall'effetto psichedelico, che io -lo sapete, no?- sono cecata come una talpa e sia mai che la sera mi arrischi ad indossare gli occhialini quadrati con montatura nera che, comunque, va detto, mi fanno un'aria da porca che non v'immaginate.
E se vi dico cecata, vuol dire cecata.
Io non vivo nel mondo in cui vivete voi, la realtà che mi circonda è popolata di bizzarri esseri fantastici, meduse fosforescenti, ectoplasmi antropomorfi, ermellini flou, tutto immerso in una graziosa nebbiolina glitterata che fa un fashion che non vi dico.
Capirete il senso di questo mio divagare tra esattamente undici righe.
Che poi volendo potrei anche interrompere il post qui e andare a mangiare un galbì bontalatte al caramello abbandonandovi nella più feroce curiosità, brutte comari che non siete altro, che già vi vedo lì con gli ochietti famelici, ma comunque.
Insomma esco da questo portone con la falcata glamour delle grandi occasioni, intravedo tra i vapori della miopia gli abbaglianti, mi avvio in quella direzione carica di promesse, mentre mi avvicino comincio a scorgere una sagoma alta e atletica, alzo gli occhi al cielo e mi pare di intravedere Saturno e Urano che mi salutano con la manina soggiogati dall'ineluttabile potere di Venere, l'astro dell'amore che tutto sovverte, mi avvicino, mi sento troppo Meg Ryan che sale sulla Tour Eiffel in Insonnia d'Amore correndo incontro al suo Tom Hanks, mi sento ormai preda dell'incantesimo, mi vedo già sotto l'albero insieme alla sagoma fluorescente a scartare il ciondolo Salvini con gli occhi pieni d'amore sincero quando....
"E tu che ci fai qui?"
Momento che ve lo scandisco.
IL-MI-GLIO-RE-A-MI-CO-DEL-MI-O-EX.
Vi lascio un attimo per metabolizzare, ok?
Ci siete?
Avete presente?
Una serata intera con la neve che scendeva a fiocchi sul tavolo mentre ci domandavamo
"E tu l'hai visto di recente?"
"Certo, fino a stamattina!"
Vi prego se mi volete bene uccidetemi, non fatemi soffrire più!
E adesso, scusate, vado in palestra che c'ho un paio di addominali da spezzare.
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lostris18 alle ore 17:05 |
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lostris18 alle ore 01:43 |
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La cosa è cominciata qualche settimana fa.
In palestra avevamo finito la lezione e ci stavamo abbandonando al solito salotto culturale nello spogliatoio.
Si, insomma, donne che si sfilano il reggiseno, si guardano le tette, fanno la doccia insieme, guarda questo tanga quant'è carino, uh, ma il tuo c'ha il gufetto glitterato, mi spalmi l'olio che non ci arrivo, avete presente no?
Ad un tratto la conversazione si stacca dai temi dell'anarchia artistica ed intellettuale peculiare dello Sturm und Drang e del primo Romanticismo francese e si sposta accidentalmente sulle uscite mondane.
Io, subodorando la tragedia, tento di mimetizzarmi tra le paperette della tenda della doccia.
La sfiga mi trova pure lì.
"E tu Svity che fai solitamente la sera?"
Alla mia risposta -sciarpe all'uncinetto- parte una risata che l'avranno registrata pure i sismografi di Hong Kong.
Mezz'ora c'è voluta per convincere quelle streghette che si, sono una simpaticona, si faccio sbellicare dalle risate, si come cado io con charme dallo step non cade nessuno, ma -puttanaeva- si la sera sferruzzo veramente autostrade a quattro corsie di lana buclè.
"Ma non è possibile! Hai un fisico pazzesco, sei alta, tonica, slanciata, bellissima presenza, due occhioni da gatta, automunita, possibilità di spostarti, massima serietà, telefonare ore pasti e la sera stai a casa? Mercoledì esci con noi che ti presentiamo un amico!"
No, ok, è che sui curricula ho messo pure l'indirizzo del blog, hai visto mai che passa di qui Diego Dalla Palma mi porto avanti col lavoro, no?
Però l'invito era vero.
E, insomma, mercoledì è oggi.
E mi passano a prendere alle dieci.
E il tipo in questione ha trent'anni e passa, è simpatico e atletico.
Io saranno già due ore che fisso in coma cerebrale l'armadio, vago stordita tra la scarpiera e la trousse, non ho nulla da mettermi, non riesco a coordinare collant e ombretto, ho serie difficoltà di concentrazione, un'angoscia che non sto in piedi, non esco con un uomo dal tardo Pleistocene e non mi ricordo nemmeno più come si flirta.
Che mi fate un ripassino veloce?
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lostris18 alle ore 16:40 |
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Tutti i giorni dispari, giusto per farvi fare quei soliti duecento grammi di cazzi miei quotidiani, uscita dalla palestra vado a pranzare dalla nonna.
La nonna, ve la ricorderete, è la stessa che il giorno che venne a trovarmi nel mio esilio veneto riuscì a svegliarsi all'alba, andare al mercato del pesce di Catania, telefonarmi in preda all'entusiasmo per comunicarmi che c'erano le seppie fresche, comprare le seppie, tornare a casa, preparare il sugo, imbarattolarlo, sterilizzarlo e imbarcarlo sull'aereo per Venezia e con questo credo di aver detto tutto.
La nonna vive con sua sorella, mia zia, la famigerata zia novantenne zitella che non può mancare nelle tradizionali famiglie sicule, che quando va dal dottore vuole che l'accompagni tassativamente io, che se deve spogliarsi non sta bene che sia da sola perchè lei è signorina ed anche qui mi pare di aver esposto esaurientemente il personaggio.
I giorni dispari la nonna e la zia mi accolgono come Ettore dopo la guerra di Troia.
"Nonna ho fatto un'ora di step, non ho combattuto contro le flotte macedoni!" tento di spiegare io.
"Zitta, sdraiati e alza le gambe che ti faccio la borsa dell'acqua calda!"
Io, come potete immaginare, tento di oppormi con tutte le forze.
Protesto energicamente contro la copertina di pile, respingo tenacemente la tisanina calda della zia con la fogliolina d'alloro e la scorzetta di limone, non miagolo che sono tanto tanto stanca da non poter nemmeno prendere il telecomando per accendere Beautiful.
Soprattutto disapprovo perentoriamente gli involtini di pescespada alla griglia, i succulenti rollè di tacchino con le patate al parmigiano e l'insalatona con l'aceto balsamico che quello normale mi irrita la gola.
No, no e ancora no!
"Che hai fatto in questi giorni?" mi chiede oggi la zia mentre mi opponevo a tre etti di lasagne.
"Colloqui zia"
La parola colloquio, nell'inconscio collettivo delle novantenni che hanno fatto due guerre, evoca immediatamente un'immagine di opulenza, benessere, lingotti d'oro.
"COLLOQUI?" ripetono estasiate.
"Si si"
"E ti assumono?"
"Avoglia!"
Mia nonna nell'entusiasmo infila nel forno un plotone di calamari ripieni col pangrattato.
"E quando inizi?"
"Dovrei essere impegnata per tutto il periodo natalizio fino a Pasqua"
"Bene! Brava! Bedda della zia! Ma sono lavori seri, vero?"
"Zia, per l'amore del Signore! Parliamo di incarichi di responsabilità! Ruoli di prestigio!"
Che farò la Babbanatala ai grandi magazzini, la majorette scosciata sui carri a Carnevale e la coniglietta rosa pasquale, adesso, scusate, non gliel'ho mica potuto dire.
Hanno un'età, valori radicati, un severo senso della dignità e del rispetto.
Minchiate.
E' che non hanno ancora fatto testamento.
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lostris18 alle ore 01:26 |
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Che poi io sinceramente non capisco cosa ci sia di male a lavorare all'uncinetto.
Voglio dire, lo fa Demi Moore l'uncinetto e allora tutti a dire che fashion l'uncinetto, che fico l'uncinetto.
Lo faccio io e sono sfigata?
Ma poi, fatemi capire, esiste un accordo planetario di cui solo io sono all'oscuro secondo cui chi fa l'uncinetto non tromba?
"Lana per uncinetto?" mi fa ieri con tono incredulo Donatella, la ragazza occhineri della merceria dov'ero andata a rifornirmi "Ma non ti eri sposata?"
"Abbella, fai poche domande e dammi quattrocento grammi di misto merinos in tutte le tonalità del pervinca" ho replicato accoltellata a morte nell'orgoglio.
A me invece l'uncinetto piace.
Mi rilassa.
Mi metto lì sulla poltrona col mio bel gomitolone e la tisana al finocchietto e conto le maglie.
Gli schizofrenici d'altronde contano i peli del grande coniglio rosa che governa l'ordine del cosmo, non vedo perchè io non possa contare le maglie.
Poi, a ben vedere, c'è un nonsocchè di sensuale pure nello sferruzzare all'uncinetto.
C'è qualcosa di sottilmente erotico nel penetrare ritmico di quel fallico utensile tra le maglie morbide e voluttuose della lana.
Dentro e fuori.
Dentro e fuori.
Ipnosi.
Tantra.
E poi volete mettere la soddisfazione?
Sciarpe trapezoidali, guanti triforcuti, tonnellate e tonnellate di fottute presine da cucina policrome accomunate dal destino infame di finire gratinate e croccanti al primo contatto con una teglia, che tra l'altro, voglio dire, è pure comprensibile dal momento che Madre Natura non credo abbia progettato il pelo della pecora merinos per resistere al contatto con una pirofila in vetro piena di sofficini chessupplì.
Ma comunque.
Poi si avvicina pure Natale, non so se mi spiego.
A questo proposito, anzi, vorrei rivolgermi un attimo a tutti i miei amici in carne ed ossa che si trovano a passare da codesti lidi telematici.
Amori miei, luci delle mie pupille.
Mancano ancora diciotto giorni al fatidico scambio di doni, ma io vi avviso adesso.
Dentro i miei pacchetti quest'anno troverete portamonete.
Di lana.
Sghembi.
A seconda del sesso ci attaccherò sopra una vezzosa margheritina per le signorine ed una virile foglia di fico per i maschietti.
Le cerniere non le so cucire, quindi ci metterò un bottone clic clac che fatalmente invaliderà la funzione topica del portamonete perchè i venti centesimi rotoleranno agevolmente fuori dalle aperture e dovrete bonificare le borsette per ritrovarli.
Io, però, sappiatelo, li sferruzzerò con tutto il mio amore, quindi apprezzate il pensiero, scassate poco le balle e fate una colletta per regalarmi il lettore emmepitrè che sennò, quantevveroiddìo, ve lo giuro qui davanti a tutti, faccio una pazzia.
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lostris18 alle ore 00:13 |
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Attenzione attenzione, è Zeuslove che vi parla.
Da fonti esclusive e assolutamente attendibili siamo venuti a sapere che il blocco adsl in casa Svitate (tale madre, tale figlia) perdura. E che la sig.na Lostris, costretta a una deambulazione claudicante causa mancanza di sponde contenitive nel lettino, costretta oltremodo a vagare da un centro commerciale all'altro inguainata in un improbabile abbigliamento da babbanatala, e costretta infine a un'attività sessuale paragonabile a quella di un cappone per la cronica mancanza di soggetti riproduttivi anche solo appena al disopra del minimo sindacale della decenza, si trova attualmente impegnata in attività che tutto sono fuorchè un inno al dinamismo.

Insomma, la stiamo perdendo.
A meno che...

(Zeus)
(Zeuss te lo ritrovi mica lo schemino con le istruzioni per codesto incantevole vestitino?)
(Sì sì, c'ho tutto. Però dovresti fare un salto per farti prendere le misure)
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lostris18 alle ore 13:07 |
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