
Mezz'ora fa, sala d'aspetto dello studio medico.
La Svitata attende il proprio turno per farsi prescrivere la solita valanga di antidolorifici per la nonnina ottantenne e si sente molto Cappuccetto Rosso, solo in versione isterico-premestruale.
La segretaria risponde al telefono.
"Oh buonasera signora Nicolosi! Una prescrizione? Certo, mi dica il nome del farmaco!"
La Svitata -intanto- osserva l'esercito di novantenni in coda davanti a lei per il vaccino antinfluenzale, tipo che sta gente è sopravvissuta ai bombardamenti della prima e della seconda guerra mondiale, ha patito la fame e la carestia ed ora è convinta di tirare le cuoia per 37 fottutissime lineette di febbre.
"Signora Nicolosi non capisco il nome del farmaco! Xilo...Ximo.."
La Svitata sfoglia Vanity Fair nel tentativo di trafugare il campioncino di crema contorno occhi all'acido ialuronico che pare attaccata con il cemento armato.
"Signora Nicolosi non capisco! Xito...Xigo... Facciamo così, mi faccia lo spinning!"
Visualizzare la novantenne signora Nicolosi mentre pedala in scaldamuscoli leopardati e grida a tutta dentiera Datemi una X! Datemi una I! Datemi una M! è un attimo.
Dalla risata che mi è deflagrata in gola avranno tutti comprensibilmente ipotizzato che nel mio esile e tonico corpicino albergasse l'anima dannata del mostro di Milwakee.
"Mamma che gli prende di nuovo a sto maledetto pc? Tu lo sai?"
"Ah si, me n'ero dimenticata!"
La brezza gelida dell'oltretomba comincia ad accarezzare delicatamente le mie spalle.
"Ti eri dimenticata...di cosa?"
"L'altro giorno ha telefonato una signorina tanto simpatica. Mi ha dimostrato scientificamente che il nostro piano telefonico era sconveniente e mi ha convinta a passare al suo operatore! Poi, dai, era anche arrivata l'ora di cambiare qualcosa in questa casa!"
Così.
C'è gente che quando è in vena di cambiamenti si tinge i capelli come una baiadera del Mouline Rouge, chi manda curricula ai quattro angoli del globo per essere assunta come Babba Natala nei centri commerciali (i due esempi sono da considerarsi puramente casuali) e chi invece cambia operatore telefonico così, amminchia.
"L'unico problemino è che, nel passaggio, rimarremo per qualche giorno senza collegamento Internet"
"PROBLEMINO?"
Essì che mi aveva vista l'ultima volta divorata dal delirio catatonico e dalla farneticazione mistica.
All'internet point hanno accolto il mio ritorno come quello del figliol prodigo.
E siccome i pc protetti da vezzose cortine di plexiglass a tutela della privacy erano tutti occupati, m'è toccato l'open space.
QUINDI, RAZZA DI IDIOTA COL MAGLIONE ROSSO, LO VEDO CHE E' UN QUARTO D'ORA CHE STIRI IL COLLO COME UNO STRUZZO PER LEGGERE QUELLO CHE SCRIVO.
Scusate, sono un pò nervosa.



Chi in questi giorni ha immaginato la Svitata immersa di notte in una divertentissima e movimentata vita mondana a base di balli sfrenati in locali alla moda, flirtaggio selvatico con maschioni siculi e soddisfazione di vizi vari ed eventuali e di giorno avviluppata in interessantissime attività ludiche e ricreative, a base di incontri con gente culturalmente intrigante e caratterialmente affascinante, ha preso -sappiatelo- un granchio colossale.
Il seme della zitellaggine ha trovato un humus ottimale di riproduzione nella mia innata -ci credereste?- misantropia e sta germogliando nella sua forma più rigogliosa e lussureggiante.
Che io adesso trovi estremamente goduriosa la visione notturna in poltrona di oscuri divuìcs, con gli auricolari alle orecchie, Susi appollaiata sulla pancia ed i calzini a righine colorate io lo trovo quantomeno preoccupante.
Che i miei ultimi acquisti, una minigonna country di jeans tutta svolazzante e un paio di stivali rossi da amazzone giacciano tuttora sul fondo dell'armadio con il loro bel cartellino del prezzo ancora attaccato, mi pare sinceramente allarmante.
Passi pure per la ritrovata sete di lettura che mi spinge a divorare a tempo di record interi volumi e volumetti -spesso accompagnati da misteriose tisane zen- e a sottolineare con le mie vecchie matitine colorate tutte le frasi che mi paion degne di nota e di riflessione.
Un minimo -ma proprio un minimo eh!- di cultura in più che dànno potrà mai arrecare alla mia conturbante immagine sexy?
Ma che oggi sia entrata per l'ennesima volta in libreria con i tremori tipici della sindrome conclamata di astinenza e ne sia uscita cinque minuti dopo con occhi famelici e la mia copia dei Vangeli Apocrifi sotto il braccio mi risulta, perdonatemi, francamente inquietante.