Blogger: lostris18
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Una femmina senza ritegno!


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Confessioni di una mente pericolosa!
domenica, 30 settembre 2007
  Poi non si dica che la Svitata parla sempre male degli uomini! (sottotitolo: e l'inverno deve ancora arrivare!)


Essere single quando hai il ciclo fa schifo.

Non avere accanto uno straccio d'uomo quando Madre Natura opera i suoi affascinanti ed oscuri misteri nel tuo bassoventre è la cosa più deprimente del mondo.

Perchè l'uomo, in quei giorni, serve.
Diciamolo.

In quei giorni, quando la donna cessa di avere una volontà propria e si trasforma in un inerme manichino nelle mani di Sua Maestà l'Ormone, un maschio accanto è la soluzione ideale per dare libero sfogo ai mefistofelici mutamenti d'umore e di personalità.

Ad esempio.

Mettiamo il caso che l'Ormone, comodamente assiso sul trono delle tue ovaie, comandi GLUCOSIO ABBESTIA.

Tu stai lì sul divano, verde come la bambina dell'Esorcista, incazzosa come Godzilla, ed improvvisamente ti assale un'irrefrenabile voglia di Pandoro con la Nutella, fettine di banana, granella di nocciole ed una bella spruzzata di panna spray a guarnire.
Amoreeeeeee miagoli lamentosa ed il maschio docile va in cucina.

Mentre stai lì a guardarlo -e pensi che tutto sommato gli uomini non sono solo delle inutili suppellettili come hai sempre creduto- ecco che l'Ormone comanda RABBIA.

Il sangue comincia a ribollirti nelle vene e tu continui ad osservare quell'essere innocente che -ignaro bersaglio di vibrazioni elettromagnetiche di segno negativo- sta tritando le nocciole col minipimer.
Cristo quanto lo odio! pensi devastata dalla furia demoniaca mentre lui intanto è passato ad affettare le banane Guardalo là! Ci si può impiegare un'ora per affettare una maledetta banana? Guardalo come si applica! E poi quei pantaloni a quadri! Si può essere così imbecilli da comprare un paio di pantaloni a quadri?

Stai quasi per cedere alle lusinghe dell'omicidio preterintenzionale, quando parte il comando COCCOLE.

E qui scatta la vera tragedia.

Perchè se in quel momento hai un uomo accanto, puoi comodamente inchiodarlo al divano, acciambellarti tra le sue braccia sbattendo gli occhioni e cominciare a fare le fusa implorando bacini tenerosi e dichiarazioni d'amore immortale.

Se sei single -ed è pure domenica pomeriggio- non ti resta altro che raccattare il tuo vecchio peluche senza occhi, trascinarti sul divano con la tua tutona di pile e rannicchiarti vicino alla finestra a guardare la processione di coppie felici che vanno a fare la spesa da Auchan.

Scritto da: lostris18 alle ore 16:25 | link | commenti (45) | commenti (45) (popup)
giovedì, 27 settembre 2007
  L'ambiente malsano di questo blog...
                                              

...genera MOSTRI!

Io non so più come circuirlo quell'uomo lì.

Scritto da: lostris18 alle ore 14:47 | link | commenti (67) | commenti (67) (popup)
mercoledì, 26 settembre 2007
  Oh oh cavallo....
Ieri sera sono uscita con PTN e Amico Snob.

Siccome c'era da risollevare il morale di uno dei due che attraversa una delicatissima fase depressiva post catastrofe sentimentale, si è deciso per un posticino che già dal nome trasuda tutta la sua inconfondibile raffinatezza.

Dalla Zia Paola.

Dalla Zia Paola ti siedi sulla sedia di plastica e al centro del tavolino di plastica ti trovi il contenitore tupperware -noto ai siculi come pottamangiari- con le posate ed i bicchieri di plastica.
La tavola te la apparecchi da solo, che la Zia Paola c'ha altro a cui pensare.
Sul menu, lo giuro sulla testa di Fratello Tossico, le foto dei figli e dei nipoti della Zia Paola che sorridono contenti in mezzo alle polpette di carne di cavallo ed alle puntine di maiale.
Dietro il menu la frase "Arristastuvu Cuntenti?"

Se vai a mangiare dalla Zia Paola rischi di tornare a casa inseguita da tutti i cani randagi della città perchè l'odore di carne alla brace ti impregna pure le mutande.

La trattoria della Zia Paola sorge in un luogo suggestivo, circondata dalle botteghe dei beccamorti.
Così mentre ti ingozzi di carne ed il tuo colesterolo sale verso l'infinito, puoi agevolmente scegliere la cassa che accoglierà le tue membra per il sonno eterno.

L'ideale per tre single depressi.

"Devo pisciare" annuncio subito io che quando esco con i miei amici maschi perdo tutte le sovrastrutture femminili e torno ad essere il guardiano di capre che sono in realtà.
"Vai che noi ordiniamo il vino"

Dopodichè si è amabilmente conversato davanti alle polpette alla brace della fine di un amore, del periodo di lutto fisiologico, della necessità di ricondurre la propria visione esistenziale da una prospettiva plurale ad una prospettiva singolare e dei rimedi casalinghi per la gestione degli stimoli sessuali superstiti, ma qui il vino era già bello salito e non posso riportare fedelmente le parole pronunciate perchè temo che anche Splinder preveda delle sanzioni penali per oscenità.

Una perla merita comunque di passare alla storia per le generazioni future.
A fine serata, quando l'ardore argomentativo si era ormai placato e nello stomaco il vino si era mescolato con una Caipiroska alla fragola, La Svitata, Amico Snob e PTN fissavano il vuoto cosmico in preda ad un silenzio catatonico.

"Però esisteranno anche le donne serie, dai!" ipotizza speranzoso PTN.

Amico Snob non si muove, ma sentenzia:
"Serie? Si, nel prezzo."

Uomini.





Scritto da: lostris18 alle ore 17:11 | link | commenti (35) | commenti (35) (popup)
martedì, 25 settembre 2007
  Ho un portatile e non ho paura di usarlo!
Qualche giorno fa spunta a casa Fratello Tossico con un amico.

"Ti presento Mario"

Una certezza mi trapana gli emisferi cerebrali.

"Mario io ti conosco"

"Dici?"

"Sei di Catania?"

"No, di Napoli"

"Dai Mario, sii buono che c'ho l'ictus facile. Spiegami perchè ti conosco"

"Forse perchè sono uno dei Neri Per Caso"

Silenzio e balle di fieno che rotolano.

"I Neri Per Caso? Ma che dici Mario? I Neri Per Caso? Quei sei manigoldi che facevano techetè techetè che poi i Fichi D'India li hanno sfottuti a vita? Ma dai Mario non fare l'imbecille! Chi vuoi che ci creda? Suvvia adesso ti faccio vedere che a me non la si fa, che io c'ho i mezzi informatici e li so usare! Pensavi fossi la solita cretinetta, eh? Confessa! Ma adesso io ti piglio Google, Mario! Lo conosci Google? Tu vai lì, ci metti la parolina magica e lui ti trova tutto. Tutto, mi segui? Tu ci metti, che so, George Clooney, e lui ti dice che colore c'aveva le mutande il giorno della prima comunione. Eh! Ti sembravo una sprovveduta, eh Mario? Volevi fare lo sborone tu! Eccolo qui, Google. Ora ci metto N-e-r-i P-e-r C-a-s-o e lui -vualà- mi tira giù tutte le informazioni. Ora vedi Mario. Ora vedi come ti sistemo! Eccolo qui, ora tu vai nella sezione Immagini e ci trovi tutte le foto dei Neri cosi là. Eccole qui. Stai a vedere Mario. Ora la carica. Ancora un momento e la carica. Ci siamo. Eccola qui. Occazzo."

Scritto da: lostris18 alle ore 23:58 | link | commenti (36) | commenti (36) (popup)
  Interludio Palermitano
A Palermo, lo sanno pure i muri, sono andata per indossare vestiti.

"E' una linea un pò particolare" mi confida il rappresentante durante il lungo viaggio attraverso l'isola, mentre io tento di contrastare il violento attacco narcolettico causato dal muffin al cioccolato dell'autogrill, noto ordigno calorico ai limiti della legalità.
"Particolare?" ribatto con il brio argomentativo di una lattuga putrefatta.
"Diciamo giovane"
Mentre stramazzo sul sedile vinta dai trigliceridi un dubbio mi avvolge funereo.
Poi le tenebre.

Arrivati sul suolo palemmitanu entriamo nella prima boutique ed io -che sono scaltra come una vecchia volpona grigia- lancio una sbirciata radiografica all'intero campionario nascosto dai copriabiti neri e tutto ciò che mi attraversa gli emisferi cerebrali sono tre semplici parole che -avendo pronunciato il fioretto di diventare una donnina bon ton- coprirò con una vezzosa censura.

Biiip Biiip e Biip

Uscendo dal camerino con la gradevole sensazione che anche la signora del palazzo di fronte possa scorgere agevolmente le mie ovaie, compio le mie giravolte con consumata professionalità tentando di trasmettere il messaggio questi abitini sono mettibilissimi, io li indosso anche per andare a comprare le sarde.

E qui scatta la tragedia.

In perfetta sincronia esce dall'altro camerino una bella signora palermitana, la classica mamma sicula con le dimensioni di un comodino, tonda e rubiconda con lo sguardo minaccioso di chi vuole ucciderti a furia di polpette.
Mi squadra dall'alto in basso, poi esclama:
"Bedda Matri signorina, ma lei è un manichino!"

Sovrumani silenzi.
E profondissima quiete.

Il proprietario della boutique pare l'arcangelo Gabriele di marmo dell'Annunciazione di Donatello.

"Nel senso che è una bella figliola, mi segue?"
"La seguo signora"

La signora diventa rosso globulo.

"Cioè non intendevo di legno, mi segue?"
"La seguo"
"E nemmeno con il bacino asessuato, mi segue?"
"La seguo"
"E nemmeno con i polsi storti che pare che c'ha avuto il colpo apoplettico, mi segue?"
"La seguo"
"E nemmeno con l'espressione spenta che pare il pastorello rapito dalla Cometa, mi segue?"
"La seguo.Senta signora perchè non  prova questo bel vestitino leopardato che pare fatto apposta per lei?" e si leva dalle balle che qui la brina mi sta arricciando il ciuffo piastrato.

Insomma, al di là di questo simpatico intermezzo il soggiorno è stato piacevole e redditizio specialmente per i miei livelli di grassi monoinsaturi che hanno toccato vette celestiali a furia di pane e panelle.

"Sei simpatica, in genere le modelle vogliono essere portate a mangiare pesce" mi rivela sbigottito il rappresentante.
Cogliona nell'animo, questo sono.
"A me piacciono le cose semplici"

Mi sono rigirata nel lettone matrimoniale in preda a visioni oniriche di calamari ripieni col pangrattato ed i pinoli tutta la fottutissima notte.



Scritto da: lostris18 alle ore 00:47 | link | commenti (62) | commenti (62) (popup)
domenica, 23 settembre 2007
  Ta Daaaaa!
No no tranquilli, non avete sbagliato blog!
E' sempre la vostra Svitata che ha cambiato abito -d'altronde ultimamente non rimane con le stesse mutande per più di cinque minuti consecutivi- grazie alla collaborazione preziosa e all'infinita pazienza di Ilaria, che continuo a ringraziare e coprire di lodi sperticate.
L'esordio della nostra collaborazione è stato subdolo.
"Vorrei qualcosa di semplice" le scrissi via email qualche settimana fa.
"Se è semplice va bene" mi rispose lei disponibilissima e tempo due giorni diede alla luce un primo template.

Da quel momento ebbe inizio il suo martirio.
Alle quattro di notte, in ciabatte di pelo rosa e due gocce di N.5, le mandavo email deliranti.
"La scritta la voglio rosa. No rossa. No gialla a palle."
Durante il giorno, a qualsiasi ora, la subissavo di richieste.
"Basta, lo voglio cute, con Hallo Kitty e le scritte rosa sbrilluccicanti!"
"Ho deciso, lo voglio nero cimiteriale con un'ara scoperchiata ed i teschi ballerini!"
Lei sempre disponibile.
Fossi stata nei suoi panni mi sarei mandata a fanculo già da un mesetto.
Alla fine siamo arrivate ad un compromesso, il template flessibile.
O schizofrenico, se preferite.
In pratica posso modificare le immagini a mio piacimento, assecondando docile e rassegnata i vertiginosi sbalzi d'umore cui mi sottopone il mio inconscio disturbato.
Mi occorre qualche giorno ancora per gli ultimi ritocchi e poi sarà mio per sempre.
Ditemi voi se non è bellissimo!





Scritto da: lostris18 alle ore 17:00 | link | commenti (118) | commenti (118) (popup)
giovedì, 20 settembre 2007
  Fate i bravi nel Week End
"Ho un lavoro per te a Palermo, per questo fine settimana. Indosserai i soliti vestiti del campionario haute couture, sfilerai per i clienti, albergo in centro all inclusive con la tua bella stanzetta dove rinchiuderti a doppia mandata, ottimo cache e massimo della serietà."
Mentre ascoltavo queste parole al telefono, sullo schermo ultrapiatto del mio cervellino è comparsa l'immagine di me stessa in abito di chiffon verdemare con lo strascico, sdraiata su un letto d'albergo a quattro di bastoni mentre bevo una Peroni ghiacciata e mastico pane e panelle.
Qualcuno lassù sta scontando un debito bello grosso con me.
Io non me lo spiego altrimenti.
Scritto da: lostris18 alle ore 19:11 | link | commenti (32) | commenti (32) (popup)
  Quando l'amore supera ogni distanza
"Amore mio dolce, zuccherino patatoso, vado ad Amsterdam con un mio amico, torno tra cinque giorni esatti. Mi mancherai da morire, penserò solo a te e vivrò nella struggente attesa di rivederti"
Disse Fratello Tossico ad una Tettedimarmo tutta sospiri e giuggiole che lo salutava con la manina al terminal partenze internazionali dell'aereoporto.
"Ti porterò il regalo più bello che tu abbia mai visto!"
"Riportami il tuo cuore e sarò felice"

"Abbello, per me vedi di portare un bel paio di zoccoloni olandesi di legno con la punta all'insù o non osare fare rientro in patria!"
Puntualizzo io che in quanto a sentimentalismo ho l'allure di un boscaiolo.

Fratello Tossico parte.
Dopo tre giorni si ripresenta a casa con un delizioso mazzolino di tulipani intagliati nel legno.
"E tu che michia ci fai qua?"
"Sssshhhhh zitta, ho delle tresche da risolvere. Femmine ovviamente. Non dire nulla a Tettedimarmo"
Il folle ha anche intenzione di inscenare un finto arrivo all'aereoporto con tanto di trolley vuoto, e di farsi venire a prendere dalla ignara fidanzata.

E qui vi voglio.

Cos'avrà fatto mai la Svitata di fronte ad un succulento gossip come questo?

A. Ha taciuto ed ha retto il losco gioco di Fratello Tossico conquistata dai tulipanini arancioni  con la fogliolina verde.
B. E' corsa a spifferare tutto a Tettedimarmo conquistata dai suoi occhioni innocenti, tessendo così le trame del disegno che la vedrà un giorno sull'altare con la bella cognata.
C. E' uscita ed è andata a mangiare un arancino conquistata dall'odore godurioso del sugo col ragù.
Scritto da: lostris18 alle ore 18:55 | link | commenti (21) | commenti (21) (popup)
  Confessions on a dancefloor
Si, ho fatto la cubista.

"Dai, stai tranquilla!" mi diceva Tettedimarmo al telefono sabato pomeriggio "Si va lì, si balla sul cubo per un'oretta e si torna a casa"
All'esposizione delle mie laceranti perplessità sul tema abbigliamento lei mi cinguetta tutta fall in love sugar baby honey "Stai serena, per non fare ingelosire quell'orsacchiottone di tuo fratello ho deciso per un look tranquillo e poco appariscente, un vestitino corto con le farfalle, io azzurro e tu rosa confetto!"
Nascondo il brivido di raccapriccio che mi percorre la schiena all'idea di indossare qualcosa che nel mio macabro immaginario associo solo a quella smutandata della Paris Hilton e accetto.
Alle ventunettrenta, lo sapete, passa a prendermi a bordo di una monovolume guidata da tale Marcello, tecnico del suono nonchè autista d'occasione, che appena mi vede fa "Buonazera signorinella, avanti si accomodassi che andiamo a pigghiare u diggièi, Ismaele"
Mi blocco con la coscia a mezz'aria mentre entro in macchina.
"Ismachè?"
"Ismaele, u diggièi. Avanto chiudissi la porta ca partemu"
Partiamo.
Lasciamo la città.
Luci lontane.
Distese di agrumi.

Capre.

Il sospetto si insinua nei recessi sanguinolenti della mia corteccia cerebrale.
"Scusate, ma questa discoteca dove si trova di preciso?"
"A Canicattì signorina, unni sta mia mamma. Un bello paese, sapi? Ci sono belli fichidindia, ci piacciono i fichidindia a lei?"
Canicattì.
Il paese più isolato in mezzo alle campagne dell'arido, selvaggio, primordiale entroterra siculo.
Lancio un'occhiata fulminante a Tettedimarmo che languida sbatte gli occhioni innocenti.
"Non te l'avevo detto?"

Dopo due ore e mezza di macchina tra stradine tortuose a cavallo delle colline dell'interland nisseno, e dopo aver avvistato un repertorio faunistico che ritenevo definitivamente estinto, arriviamo.

Scusate, ripeto, dopo DUE ORE E MEZZA DI MACCHINA.

Parcheggiamo, scendiamo e mentre affondo con i miei tacchi 12 in mezzo ai vigneti argillosi, una voce squarcia le tenebre "Minchia che friddu! Pure la nebbiolina c'è! E meno male ca mi portai bello maglioncino di lana! E come devono abballare ste signorinelle menze nude all'aperto, ah?"
Silenziosamente mi concentro per inviare onde elettromagnetiche omicide a quella svalvolata di mia cognata che intanto s'è smaterializzata in direzione dello spogliatoio.
La dicoteca, va detto, è bella per davvero.
"Sbrighiamoci che si fa tardi! Tieni, tu indossa questo bustino, le coulotte e le giarrettiere con i pon pon!" mi investe una vocina innocente appena entro nello spogliatoio.
Un enorme punto interrogativo rosa shocking con le lucine lampeggianti verde smeraldo si materializza sulla mia testolina.
Al mio sguardo pietrificato si affretta a spiegare "Ah, si. Ho litigato con tuo fratello, quindi per ripicca ho abbandonato i vestitini poco appariscenti ed ho scelto il look baldracca del porto"
Così, naturale.
Come se mi stesse spiegando che lei le patate nella caponata ce le mette.
"Su, su! Si fa tardi! Vestiti che ti faccio le foto col telefonino!"

Gente, io vorrei tanto spiegarvi quello che ho provato in quei momenti.
Mentre mi vesto, una nube di paillettes dorate mi investe in pieno, prendendo per sempre possesso degli anfratti più reconditi e segreti delle mie membra, appiccicandosi a qualsiasi superficie esposta, sulle ciglia, tra i capelli, dentro le tonsille, parevo la Stella Cometa sulla mangiatoia del redentore.
"Sei perfetta, andiamo!"
Mentre esco dallo spogliatoio e raggiungo quel cubo nero circondata da una mandria di maschioni della sicurezza mi sento troppo Madonna agli Emmy Awards.
Dopodichè, tutto si è svolto nelle regole.
Più semplice e banale di quello che può sembrare.
Ballare? Ho ballato.
Il palo? Si, c'era.
I faretti? Sparati dentro i bulbi oculari.
La musica? Una cagata house che non finiva mai.

Un'ora esatta, dopodichè acchiappiamo il cache, riprendiamo sembianze umane, filiamo in direzione della macchina e chi s'è visto s'è visto.

Mentre Tettedimarmo prende possesso dell'intera fila di sedili posteriori e crolla in un sonno ecatombale, io mi appiccico al finestrino e, sputazzando paillettes dorate, stanca ma tutto sommato sveglia, mi incanto a guardare l'alba e lo scintillìo di Venere.

Che spunta fra la tacita selva in su la rupe, nunzio del giorno.


Scritto da: lostris18 alle ore 14:39 | link | commenti (20) | commenti (20) (popup)
martedì, 18 settembre 2007
  Ok lo ammetto
                        
Scritto da: lostris18 alle ore 13:47 | link | commenti (37) | commenti (37) (popup)
lunedì, 17 settembre 2007
  Tettedimarmo e testolina di granito
Sabato mattina mi chiama Tettedimarmo.
"Stasera devi lavorare con me tipregotipregotipregotiprego!"
"E' quel lavoro di cui mi parlavi ieri?"
"Si"
"Non se ne parla"
"Dai!"
"Mi vergogno"
"Ma è facilissimo, dai non rompere le palle!"
"Non ce la posso fare.E se cado? E se mi spezzo l'osso del collo? E se mi sento un baccalà?"
"I vestiti li porto io"
"E se c'è qualcuno che conosco? Mi piglierà per il culo fino alla mia dipartita finale"
"Ti passo a prendere alle 21.30, ciao!"


E' passata a prendermi alle 21.30.

Scritto da: lostris18 alle ore 11:32 | link | commenti (42) | commenti (42) (popup)
mercoledì, 12 settembre 2007
  Cronaca di una lunga giornata da mannequin (mannechè?)
"Appuntamento all'hotel Eden Riviera alle 8.30. Mi raccomando, truccata, pettinata, profumata e tacchi molto alti!"
Bene.
A fornirmi queste poche ma inquietanti informazioni la nuova fidanzata di Fratello Tossico, che qui chiameremo affettuosamente Tettedimarmo.
Se vi state interrogando sulle origini criptiche del soprannome, io vi chiuderei insieme a lei per due giorni  dietro un paravento di un metro quadro a spogliarvi vicendevolmente ed alzarvi le cerniere, e poi vediamo.
Tettedimarmo è in realtà la seconda nuova fidanzata di Fratello Tossico (forse pure la terza), ma questo è un problema che affronteremo in seguito.
Tettedimarmo, oltre alle bocce di granito, ha pure un bel cervellino funzionante e due occhioni dolci e profondi che mi hanno fatto decidere seduta stante che tra un paio di settimane, quand'ella verrà inevitabilmente a conoscenza delle altre tre (forse quattro) nuove fidanzate di Fratello Tossico,io la consolerò, la conquisterò e poi la condurrò all'altare.
Ordunque, sono le 9.30 del mattino ed io sono appena arrivata all'Eden Riviera, truccata, pettinata, prufumata e tacco 12.
Si, ok, avevo detto alle 8.30, ma per quello posso sempre sfoggiare il mio mitico sorriso decerebrato e l'espressione sono solo una povera fotomodella, cosa pretendete da me?
Tra l'altro il giorno prima avevo avuto qualche lievissimo contrattempo con il biruote (che poi voglio dire và, che gli costerebbe scriverci acceleratore e freno?) e quindi sfoggiavo una suggestiva maculatura di lividi violacei sui polpacci che parevo un'eroinomane e mi sentivo troppo Kate Moss con la vita maledetta.
Il tizio con la camicia verdolina mi accompagna per il corridoio e quando apre la porta io improvvisamente SO com'è fatto il paradiso: distese lucide di taffetà, colline di seta increspata, ruscelli zampillanti di perline swaroski e dolci brezze di tulle.
Concentrati, controlla la salivazione.
"Prego si accomodi, questa è la collezione haute couture autunno-inverno che dovrà indossare.Si cambierà dietro quel paravento lì in fondo più in fretta possibile, poi sfilerà davanti ai clienti, sorriderà dolcissima e sgualdrina e saremo tutti felici e contenti.Posso offrirle un caffè?"
Tesoro tu hai le cozze di Messina nel cervello se pensi che io possa allontanarmi spontaneamente da tutto questo chiffon.
"No grazie, l'ho già preso!"
Mentre il tizio con la camicia verdolina si allontana nel corridoio io balzo felina sulla borsetta, ne estraggo famelica il cellulare e, pensando a voi, con occhi luciferini comincio ad immortalare quel bendiddìo.
Donne, sbavate insieme a me.

   
 

Sto ancora lì a chiacchierare amabilmente con un corpino drappeggiato blu abissi profondi, quando arriva il primo cliente.
Dopo, gente, è tutto molto confuso.
In un susseguirsi febbrile ed orgasmico, ho infilato gonne e sottogonne, strascichi e scollature, sottovesti e stole.
Ho annusato stoffe, ascoltato fruscìì, marchiato a sangue le mie giovani carni con le cerniere inceppate.
Fiera e soddisfatta ho finalmente messo a frutto la mia laurea in Scienza e Metodologia Applicata del Cambio Rapido, maturata in anni e anni di studio ed abnegazione nei camerini della Coin, ricordando con un pò di malinconia quando scrivevo Suka con l'uniposca sui cartelli Si prega di non provare più di tre capi alla volta grazie.
A mazzogiorno, con la scusa di un calo di zuccheri tipicamente femminile io e Tettedimarmo -che scaltramente aveva nascosto il cellulare nell'elastico del tanga- siamo pure riuscite nell'impresa di sgattaiolare al bar insieme ed immortalarci a vicenda in abito da gran sera mentre i tedeschi sbigottiti pucciavano il cornetto nel caffellatte in bermuda ed infradito.
Alle diciannove, quando ormai il rischio della frattura del malleolo aleggiava lugubre sulle nostre testoline, la seduta è stata tolta.
Saluti e baci e ci vediamo alla prossima.


Il tempo materiale di dilapidare tutto quello che avevo guadagnato in scarpe e borsette autunnali ed eccomi di nuovo qui tra voi.
Scritto da: lostris18 alle ore 13:14 | link | commenti (64) | commenti (64) (popup)
venerdì, 07 settembre 2007
  Mistiche folgorazioni
"Che taglia porti tu?"
Quando mio fratello esordisce con questi toni al telefono a me già corre un brivido felino lungo la schiena.
"Prendo la taglia X (suvvia, non vi aspetterete simili confessioni)!" rivelo docile ma guardinga.
"Bene, sabato e lunedì fai la modella in uno show room di abiti da sera! Ciao!"
Collasso cardiocircolatorio e sipario.
....
....
No, dico, ma vi rendete conto?
C'è questa gente ricca sfondata che, in preda a raptus spenderecci, fissa un appuntamento con una boutique in una sala di un albergo sciccosissimo e pretende di avere a totale disposizione tartine al caviale, coppe di champagne e modelle in carne ed ossa per evitare alle loro giovani e cagionevoli mogli di compiere lo sforzo supremo di infilarsi dentro un Gucci.
Quindi devo farlo io.
Questa è la ricompensa divina per le mie preghiere, me lo sento.
Il Signore ha ascoltato le mie richieste, quando lo supplicavo di farmi entrare nel cast di Pretty Woman anche solo come manichino di Rodeo Drive, ed ora le ha esaudite.
Io non so se vi è chiaro, quindi ve lo scrivo in grassetto.
Una femmina che viene pagata per indossare vestiti da sera.

Dio esiste.
Scritto da: lostris18 alle ore 12:44 | link | commenti (41) | commenti (41) (popup)
giovedì, 06 settembre 2007
  Metti un corno alla Svitata (tanto è pure abituata!)
Non so se da voi si usa.
Qua nell'estremo nord dell'Africa, appena compri un qualsiasi mezzo a motore scatta la febbre da regalo del talismano.
Si va dal talismano di classe, il quadretto in pura plastica color oro zecchino, con Santa Rita da Cascia prostrata in lacrime e la scritta PROTEGGIMI TE NE SUPPLICO, a quello tecnologico, con l'ologramma della Madonna di Guadalupe che se lo muovi a destra e a sinistra un pò ride e un pò spupazza il bambinello, per finire con il classico dei classici, il must, il cult.
La leggenda.
Il cornazzo rosso.
Hai voglia a dire io a queste cose non ci credo, rifiutare il cornazzo rosso è come snobbare la sfiga, come lanciare una sfida alle quadrature astrali, alla luna nera, alll'intero campo energetico planetario che comincia a tramare contro di te ed il tuo incauto gesto col fine ultimo di vedere la carrozzeria del tuo fiammante biruote sfregiata da un ALFIO E CONCETTA FOREVER inciso con la chiave.
Quindi io ci credo.
Lo dichiaro.
Siete testimoni.
Sia messo a verbale.

E vi dirò di più!
Visto che da mesi ormai imperversano nella piattaforma milioni di contest e concorsi vari, io lancio il mio personalissimo, a mio unico uso e consumo, il contest che, grazie al vostro prezioso contributo, mi aiuterà a tenere la sfiga lontana dal mio capino innocente:

METTI UN CORNO ALLA SVITATA!

Raccattate nel web tutti i cornazzi che riuscite a trovare e portateli qui, seppellitemi, annegatemi, soffocatemi tra le corna!

Al mio....VIA!
Scritto da: lostris18 alle ore 15:26 | link | commenti (62) | commenti (62) (popup)
mercoledì, 05 settembre 2007
  Mettiamola così
Da oggi inquino pure io.
Pochino, ma inquino.
Scritto da: lostris18 alle ore 16:01 | link | commenti (26) | commenti (26) (popup)
  Metti una sera al Warner (mentre il vulcano esplode)
Già passare la serata sprofondata nel velluto blu della poltrona del Warner Village per l'attesissima visione del terzo capitolo della saga dell'Orco e del Ciuchino, con una cofana di pop corn in mezzo alle cosce ed una bustona di M&M's sotto l'ascella, è passare una bella serata.
Uscire poi dal cinema, alzare il nasino spellato verso A Muntagna e rimanere letteralmente inchiodata al suolo di fronte al maestoso spettacolo delle sue colonne di lava che incandescenti e maestose disegnavano altissimi flutti rossi e spruzzi infuocati contro il nero del cielo, beh, che dire, è passare davvero una bellissima serata.





Scritto da: lostris18 alle ore 13:23 | link | commenti (33) | commenti (33) (popup)
domenica, 02 settembre 2007
  I tre millesimi di secondo di celebrità della Svitata


Ed eccoci qui gente.
Dite la verità, non stavate più nella pelle all'idea di vedere il famoso spot, eravate divorati dall'ansia, agonizzanti dalla tensione, putrefatti dall'impazienza.
Decomposti dall'eccitazione.
Biodegradati dall'inquietudine.
Ditelo.
(vi prego)

Orbene.
Dal momento che il video -ci scommetto- ve lo siete già sciroppato tutto, curiosi come le scimmiette dell'Amazzonia, vi fornisco di seguito una breve guida alla visione che vi agevolerà nell'ardua impresa di individuare la vostra Svitata in ben TRE SCENE tra riprese traballanti, audio rimbombante e velocità di scorrimento fulminante.

Se, comprensibilmente, volete evitare l'orchite che potrebbe derivare dalla visione integrale del pallosissimo -ne convengo- carosello, spostate il cursorino in avanti e portatevi a circa metà della barretta di scorrimento.
Dovreste trovarvi all'incirca nel momento in cui la palestra, con una sfacciataggine da manuale, vi propone -spacciandola per vantaggiosissima- una quota d'iscrizione annuale di SEICENTOQUARANTACINQUE euro.

SCENA PRIMA
A questo punto, mentre state ancora balzando sulla seggiola urlando a tutto polmone "Stigrancazzi", ecco che compare sullo schermo una allegra figliuola con due tettone tante strizzate dentro una magliettina a righe bianche e rosse che si dimena a la izquierda e a la derecha tenendo in mano due pesetti da ducento grammi(scarsi) ciascheduno.
Non sono io.
Ordunque.
Nonostante mi renda conto del sacrificio che vi chiedo, a questo punto dovreste riuscire -velocemente- a schiodare gli occhietti dal ballonzolìo ipnotico dei meloni e portarlo alla sinistra dello schermo, nell'angolino in cui si dimena una signorina in top rosa e pantaloni bianchi, che di tette non ne ha manco l'ombra, ma in compenso sono iooooooo!
Applauso.

SCENA MADRE
La scena immediatamente seguente vi propone in tutto il suo atletico splendore (dove?chi?) la Svitata impegnata nel famoso esercizio di stretching al suolo, con un'espressione very profèscional e vagamente figadimarmo.
A mia discolpa posso affermare che, all'accensione della lucina verde, mi scappava sistematicamente il raglio sguaiato con triplo cappottamento all'indietro, tipica manifestazione di imbarazzo che chi mi conosce bene ha imparato a distinguere dal colpo apoplettico, ma il cameramen nazista urlava senza sosta "Naturali! Naturali!" ed il risultato è quella roba indecente lì.
Senza contare il parziale perforamento corneale dovuto alla frangetta ribelle ma il cameraman urlava anche "Non vi toccate i capelli!" e allora vaffanculo mi son perforata.

SCENA TERZA
No vabbè questa è impossibile.
Dovreste ignorare i figoni in primo piano che gonfiano i bicipiti e concentrarvi su quella figurina minuscola sullo sfondo che si sganascia dalle risate -fottiti cameraman-  mentre suda sangue sul tapis roulant come Gesù nell'orto del Getsemani ma è francamente chiedere troppo.

P.S. Con la divulgazione online non autorizzata di questo spot sono quasi certa di aver violato almeno una mezza dozzina di norme vigenti sulla privacy ed i diritti d'autore.
Se c'è un avvocato bravo, che si faccia velocemente avanti.
Scritto da: lostris18 alle ore 19:14 | link | commenti (39) | commenti (39) (popup)