Blogger: lostris18
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Una femmina senza ritegno!


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Confessioni di una mente pericolosa!
giovedì, 30 agosto 2007
  Quando si dice rimanere con i piedi per terra
Oggi pomeriggio, dal momento che è finalmente andato in onda sulle reti locali lo spot della palestra che mi vede protagonista indiscussa -per la bellezza di tre millesimi di secondo- di un esercizio di stretching con il viso pressochè occultato dalla frangetta ribelle, il mio Amico Snob mi porta a spasso tra le vetrine di Gucci.

Sostiene che devo fin d'ora abituarmi all'odore acre del denaro, al lusso sfrenato degli accessori, alla luce accecante dei flash e all'atmosfera sfavillante e glamour del mondo dello spettacolo che mi ha ormai definitivamente spalancato le porte.

Scritto da: lostris18 alle ore 15:40 | link | commenti (46) | commenti (46) (popup)
martedì, 28 agosto 2007
  Nei panni dell'insegnante (sexy, che domande!)
Oggi alle diciotto zerozero riunione in palestra.
Quella stessa palestra che l'anno scorso mi ha spillato la bellezza di sessanta euro mensili per permettermi di sgambettare e sudare tra le sue ampie e sciccosissime aule, quest'anno sta valutando l'ipotesi di prendermi come insegnante inflessibile e disciplinata.
Dal tre di settembre la megastruttura riapre i battenti e il megadirettore vuole guardarci nelle palle degli occhi e farci il discorsetto aziendale.
Alle diciotto zerozero poggerò di nuovo i piedini su quel parquet lucidissimo, annuserò di nuovo l'odore del cloro della piscina e l'atmosfera allegra ed energizzante della sala fitness.
Rivedrò il bonazzo del bar che mi faceva trovare i tramezzini col seitan e il caro Tonsula, che da quando m'ha visto le tette è come uno di famiglia.
Dirò addio ai paninazzi col wurstel e le patatine fritte sbranati per strada e ricomincerò a ruminare insalatone insipide e proteinici petti di pollo alla piastra.
Farò ciao ciao con la manina ai mojiti e alle pinacolade e riprenderò a tracannare succhi d'ananas e beveroni rimineralizzanti al miele e all'aceto.
Più di tutto, comincerò a fare qualcosa per me stessa e sentirmi finalmente bene nella mia pelle.
E mi tornerà il culo di marmo.

Sono felice, si.
Scritto da: lostris18 alle ore 16:02 | link | commenti (38) | commenti (38) (popup)
domenica, 26 agosto 2007
  Se lunedì non mi trovate, sapete perchè
Il venerdì mi sono lanciata a velocità stratosferiche tra i cannoni e le rapide di Etnaland, sfidando la gravità ed il collasso cardiocircolatorio con il mio costumino due pezzi unito da un anellino all'altezza dell'ombelico, che è stato -inspiegabilmente- definito all'unanimità "da expo porno".
Il sabato sera l'ho trascorso in un localino sciccoso sul mare a disquisire amabilmente davanti ad un Frozen all'ananas sull'annoso ed immor(t)ale dilemma "Il pisello meglio lungo o meglio largo?" e poi a ballare per strada fino alle cinque e trenta del mattino merengue indiavolate sul ritmo di Maracaibo balla al Barracuda si ma balla nuda zà zà.
Stasera, per festeggiare degnamente il ventottesimo compleanno del prode PTN, ci si riunisce tutti nella casina in Costa Saracena, gliela si distrugge per benino, gli si balla sui divani e ci si alcolizza tutti per augurargli -a mezzanotte- mille di questi giorni e per salutare con la manina questo intenso,
bellissimo, complesso, indimenticabile Agosto che ormai scivola via.
Scritto da: lostris18 alle ore 17:51 | link | commenti (38) | commenti (38) (popup)
giovedì, 23 agosto 2007
  Che mica la Svitata ha solo il cervello splendido
Uh che pardipalle!
E' il ventitrè di agosto, fa un caldo suino, siete tutti ammollo in acque tropicali a raccogliere conchigliette e ballare Rilèx Tekitiiiiiiiisy... solo io devo star qua a spremere le meningi per scrivere qualcosa di sconvolgentemente intellettuale e finemente divulgativo come è mio rinomato e stimato costume?
Oggi si mostra la coscia, via.




P.S. Al milionesimo commento la foto sarà resa visibile anche ad occhio umano.
LOL
Scritto da: lostris18 alle ore 17:35 | link | commenti (56) | commenti (56) (popup)
martedì, 21 agosto 2007
  Le Tecniche Seduttive (fallite) della Svitata Vacanziera
Gente che botta di sole!
Tre giorni di fila al mare.
Tre giorni di fila che, contravvenendo furbescamente al primo comandamento mondiale della dermatologia, espongo le mie -non più- giovani membra al sole dell'una, quello che provoca allucinazioni e miraggi e ti fa vedere un bonazzo scolpito nel marmo, col capello scarmigliato, l'abbronzatura esotica e l'occhio malandrino che ti sorride dall'asciugamano.

Solo che stavolta il bonazzo c'era per davvero.
Li mortacci sua.
Lì a nemmeno una decina di metri, bello come il sole e dall'aspetto sano e fertile.
E sorride malandrino per davvero.
Subodorando di trovarmi in piena ovulazione, e quindi in preda all'atavico istinto riproduttivo della femmina umana, decido seduta stante che sarà lui e nessun altro il padre dei miei figli e do il via al rituale del lancio del ferormone.
Tre giorni gente.
Tre giorni che gatteggio sull'asciugamano come la più consumata delle gattemorte, tre giorni che prendo il sole nelle pose più scomode e sexy, che mica ti puoi spalmare lì come una salma all'obitorio, anche l'insolazione si deve saper prendere con un certo charme.
Ti spari quindi la posa Sirenetta Ammaliatrice, poi la Puffetta Sbarazzina, infine la Fashionista Figadimarmo e lui nulla, sorride.
Cazzo ridi imbecille, schioda il culo dall'asciugamano ed offrimi un caffè che qui rischio l'eritema fulminante!

E infatti.
Tornata a casa ustionata, consapevole di aver perso totalmente il mio fascino, ed ormai rassegnata ad una vecchiaia solitaria e dedita al ricamo al telaio, mi ricordo in un lampo di aver letto su una rubrica medica (chi? Io?) il rimedio miracoloso contro l'odiosissimo eritema.
Tu pigli una ciotola d'acqua, sventri una rosetta al fine di ricavarne la mollica (il buco lo si riempie eventualmente col San Daniele affettato fino), crei una pappina bianchiccia, molliccia e vagamente puzzolente e la spalmi su tutta la zona offesa lasciando agire per una decina di minuti.
Posso testimoniare che, superato l'effetto panzanella, il sollievo è pressochè immediato.

Per risollevarmi dallo sconforto e dall'amara consapevolezza che gli uomini veri si sono irrimediabilmente estinti come gli Pterodattili e la tigre marsupiale ci vuole qualcosa di molto, molto più forte.
Scritto da: lostris18 alle ore 17:40 | link | commenti (38) | commenti (38) (popup)
domenica, 19 agosto 2007
  Un uomo, un mito!
Ha promesso e temporeggiato, mi ha fatto fremere d'ansia e poi tranquillizzata, si è esposto al furor populi con i suoi slippini grigio-sexy-melange ed ha inciso col fuoco le sue tenere carni innocenti.

E tutto ciò per amor mio!



BossCarlo, come ebbi a dirti già in privato, sono una attempata zitella, moderatamente schizofrenica ed emotivamente (dimolto) instabile.
Ho i requisiti perfetti per un giovane amante con gli slippini grigio melange.
Acchiappa st'aereo e non se ne parla più!
Scritto da: lostris18 alle ore 23:18 | link | commenti (35) | commenti (35) (popup)
venerdì, 17 agosto 2007
  Ferragosto, allegria saltami addosso
Non lo so gente, sarà stata la botta di calore di Ferragosto, fatto sta che oggi mi son svegliata con l'irrefrenabile voglia di raccontarvi i cazzi miei.
E non parlo di cazzi generici  tipo, che so, le repliche millenarie di Sissi la Giovane Imperatrice che divoro nottetempo o le riviste di gossip cui sono abbonata sotto mentite spoglie, parlo proprio di cazzi reali, con particolare attenzione alla disastrosa situazione sentimentale in cui verso da innumerevoli (ormai) mesi.

Tanto lo so che siete tutti sotto gli ombrelloni a curarvi le scottature e gli eritemi, e questa consapevolezza mi regala la simpatica e fresca sensazione del delirio solitario, tipico della sintomatologia schizofrenica.

Ma comunque.
La vostra Svitata, sappiatelo cari miei, sguazza ormai da centinaia e centinaia (e centinaia) di giorni nello status sentimentale di Signorina Incazzosa Nel Gorgo Letale Extraemozionale facilmente riassumibile nell'acronimo S.I.N.G.L.E.

Fico, dirà qualcuno.

Fico una minchia.

Io non lo so se a tutte le femmine SINGLE della Terra succede quello che sta succedendo a me, fatto sta che i miei ormoni devono essere dimolto ma dimolto agitati se mi costringono a queste montagne russe emozionali che mi condurranno senza dubbio in breve tempo nel tunnel allucinogeno del Tavor.
Di certo un contributo fondamentale arriva da tutte quelle streghe che, appresa la sconvolgente notizia della fine della mia carriera di moglie ad appena un anno e mezzo dal fatidico Silovoglio, mi guardano con gli occhioni luccicanti e miagolano "Dai, hai solo ventinove anni, hai una vita davanti!"
VENTOTTO correggo io captando nel loro sguardo l'inequivocabile messaggio subliminale Sei spacciata bella mia, fottuta in pieno.
Poi c'è la versione B, quella "Pensa a quante cose puoi ancora fare! Hai solo ventotto anni!"

Ma ceeerto!
Ho solo ventotto anni!

Sono ancora in tempo, che so, per vincere il premio Pulitzer con un articolo sul covo segreto di Bin Laden o scoprire l'esistenza di una nuova muffa e passare alla storia come la novella Madame Curie!
Posso incidere, ad esempio, il nuovo brano latino-americano che riscriverà la storia dei trenini di Capodanno e farà suicidare l'autore di Oh meu amigu Charlie Brown, oppure pittarmi le palpebre di azzurro lapislazzulo e girare il remake autofinanziato e indipendente di Cleopatra.
Ho solo ventotto anni!


Sono spacciata, diciamoci la verità.

Anche perchè, come dicevo prima, dal momento esatto in cui mi è stata civilmente comunicata la notizia della prematura scadenza del contratto matrimoniale (io correvo ancora per i campi in fiore fra caprette zompettanti e cuoricini saltellanti), i miei ormoni hanno cominciato a ballare la Samba e non mi danno tregua.
Per dire.
Ci sono giorni in cui mi sveglio, mi guardo allo specchio e penso "Cazzo, sono single!" e mi sento troppo donna del nuovo millennio, troppo emancipata, troppo padrona del mio destino, oh yeah!
In quei giorni sono colta da deliri d'onnipotenza e sogno di vivere in una torre d'avorio circondata da negroni col gonnellino di lino che mi sventagliano con le piume di struzzo, ed io distesa sul triclinio avvolta nella mia vestaglia di chiffon che mordicchio ciliegie ed ogni tanto mi annoio, così decido di riprodurmi per scissione come i lieviti ed i batteri e PUFF una nidiata di piccole Svitate!

Poi ci sono giorni in cui mi sveglio, mi guardo allo specchio e penso "Sono single,cazzo!" e mi struggo nella fantasticheria di un amore sconvolgente ed assoluto, di quelli che ti fanno perdere il senso della realtà e svariati chili nel giro-coscia.
Sogno di donare il mio cuore (e pure quell'altro organo lì, è chiaro) ad un maschione dagli occhi nero petrolio, di seguirlo in giro per il mondo nella sua lotta per la tutela dei cani randagi, di guardarlo con gli occhi febbricitanti dell'amore, di accogliere nel mio utero il seme fertile della sua passione e partorire silenziosa in una grotta il figlio dell'Amore Cosmico.

Ditemi voi se si può vivere così.

Perchè la Singletudine ti dà alla testa come il Nero D'Avola, cominci a fare cose che non avresti mai fatto prima.
Ti si aprono le cateratte della sincerità e cominci a dire tutta la verità a tutti, riveli persino alla tua migliore amica che si, il vestitino rosso a pois bianchi che ha preso in saldo la fa effettivamente sembrare un troione dei viali e si, mentivi quando l'hai accompagnata a comprarlo ed affermavi di trovarlo assolutamente delizioso.
Tanto ormai non hai più nulla da perdere.

E comunque hai solo ventotto anni.



Sono spacciata, diciamoci la verità.


Scritto da: lostris18 alle ore 16:51 | link | commenti (53) | commenti (53) (popup)
venerdì, 10 agosto 2007
  Nuovi Orizzonti
"Tròvati un tailleur scuro, una camicia da fighetta, scarpe bon ton e collant (ripeto COLLANT) che stasera devi fare la hostess ad un matrimonio!" mi informa stamani Fratello Tossico al telefono, mentre io cercavo affannosamente di recuperare facoltà cognitive e consapevolezza del mondo circostante.

"Ecchemminchia è la hostess? Non sta sull'aereo la hostess?" ribatto io con la faccia sotto al cuscino e la verve argomentativa di una bomboniera di Capodimonte.
"Tu stai lì, sorridi come una deficiente, dici tutto bene signori ed accompagni le vecchiette vestite come Rossella O'Hara ai loro tavoli. Cinquanta euro per qualche ora"

Che, per dire, se lo sapevo che esisteva sto lavoro manco la terza media mi pigliavo.

Ora scusate che devo uscire un attimo, c'ho da trovare un tailleur scuro a manica lunga ed un paio di collant.

Il dieci di Agosto.


P.S. Auguri Lorenzo!

Scritto da: lostris18 alle ore 10:11 | link | commenti (47) | commenti (47) (popup)
mercoledì, 08 agosto 2007
  Lo Shopping
Lo shopping è sicuramente una delle questioni esistenziali su cui il divario tra maschietti e donne si fa più aspro e drammatico.
Quando il maschio si decide finalmente a gettare via le sue magliette del '76 e vuole comprare qualcosa di nuovo, applica uno schema elementare (poteva essere altrimenti?) che si suddivide in tre fasi:

ENTRA
COMPRA
ESCE

In 5 minuti scarsi ha risolto il problema ed è pronto per tornare a casa a trombare.
Le taglie? Un optional.
I colori? Inutili.
I modelli? Esistono?
Il maschio considera lo shopping un colossale spreco di tempo, però è capace di giocare a Tomb Raider per 16 ore di fila riducendosi alla denutrizione ed assumendo la tipica espressione dello stupor catatonico come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Io quando incontro il Creatore gli devo chiedere un paio di cosette, ma comunque.

La donna!

La donna riesce a ricavare dallo shopping un godimento erotico pari a quello del leggendario orgasmo multiplo, per lei lo shopping ha potere taumaturgico, psicoanalitico, catartico e le idrata persino la pelle.

Partiamo dal presupposto che la donna, pressochè nella totalità dei casi, non ha bisogno dello shopping perchè mediamente ha già scarpe, magliettine, trucchi e perizomi che trabordano pure dal portapane e dalla scatoletta del cesso.

Quando la donna vuole fare shopping non è spinta da necessità, la donna fa shopping perchè vuole godere.

Quando la donna decide di fare shopping, dovesse comprare anche solo una misera magliettina grigio topo (ma sfido chiunque a trovare una donna che si accontenti di tornare a casa solo con una misera magliettina grigio topo), ha già una strategia militare pianificata nei minimi dettagli, un percorso di guerra studiato a tavolino durante notti insonni e deliranti.
Ha già calcolato i tempi, le tattiche offensive e controffensive, ha neutralizzato gli imprevisti ed impostato la tabella di marcia secondo ritmi serrati e tappe improrogabili.
Lucida e spietata come un killer professionista.

La donna segue uno schema universale, che si articola attraverso le seguenti fasi:

1. Rastrellamento a tappeto di tutti i negozi presenti nel suo campo d'azione, che mediamente si estende per una superficie di duecento chilometri quadrati rigorosamente a piedi, in modo da farsi un'idea.
2. Ripetizione del percorso al fine di individuare gli obiettivi sensibili ed operare una rigorosa scrematura degli articoli disponibili sul mercato.
3. Memorizzazione, catalogazione e comparazione mentale degli sconti, dei modelli, dei colori e delle taglie con una precisione degna di uno scienziato della NASA.
4. Prova improrogabile dei 150 articoli (in media) che ritiene possano far parte della rosa finale, in modo da individuare i prescelti che possano disputarsi la finalissima.

In tutto ciò il maschio l'ha seguita dapprima garrulo e spensierato come solo un maschio in giro per negozi sa essere, poi man mano sempre più taciturno e ombroso fino allo stadio finale in cui riesce a malapena a mascherare le visioni di morte e distruzione planetaria che affollano il suo povero cervello.

Con questo stato d'animo il maschio va incontro alla temuta finalissima, cioè al momento in cui la donna è riuscita ad estrapolare dalla variopinta e multiforme totalità degli articoli a disposizione dell'intero genere umano, gli unici due di cui sicuramente non potrebbe mai più fare a meno per il resto della sua vita: una maglietta bianca ed una maglietta nera.

Si avvicina dunque al maschio, che normalmente sta fissando qualche colonna in preda a visioni suicidarie, e gli fa:

DONNA: Amoreeeeee....

MASCHIO: Cazzo! Si Amoreeee....

DONNA: Mi aiuti a scegliere?

MASCHIO: Ti aiuterei più volentieri a porre fine ai tuoi giorni  Certo Amoreeee....

DONNA: Quale mi sta meglio? La bianca o la nera?

MASCHIO: Amblimbletta paletta paletta...  La nera.

DONNA: Perchè?

MASCHIO: Perchè???? Che minchia significa perchè??? Ti sta bene.

DONNA: Quindi la bianca mi sta male!

MASCHIO: Perchè Gesù Pio dal cuore Immacolato, perchè tutto questo? Noooo Amore, è che il nero sfila.

DONNA: Ah, quindi stai insinuando che mi sono fatta quanto una vacca da latte.

MASCHIO: Vabbè stasera non si tromba   Noooooo Amoreeee ma sei troooppo magra, anzi perchè non chiedi se c'è la XS? La S mi sembra un pò lenta...

DONNA: Amoreeeee! Comunque quasi quasi le prendo tutt'e due, che dici?

MASCHIO: Mi ci sarei giocato entrambi i coglioni   Brava Amore, fai benissimo!

DONNA: Amore paghi tu?

MASCHIO: Evvai si tromba!!!   Certo Amoreeee!




Non ci incontreremo mai, lo so.
Scritto da: lostris18 alle ore 12:17 | link | commenti (45) | commenti (45) (popup)
lunedì, 06 agosto 2007
  U Pani Cunzatu di Scillichenti
U Pani Cunzàtu (pane condito) di Scillichènti è il cugino salato della Brioscina Tomarchio, e vi ho già detto tutto.
U "Pani" in questione è la tipica ciambellona rustica cotta nel forno a pietra, così croccante, calda e profumata che già da sola, con un filino d'olio extravergine d'oliva a crudo manda le papille gustative in viaggio nelle galassie siderali.
Ma poteva mai un popolo siculo D.O.C. come quello di Scillichènti, ridente paesino incastonato come una gemma tra gli agrumeti odorosi di Santa Tecla e Stazzo, con la tipica chiesina, la piazzetta con le panchine di ferro e la fontanella, poteva mai un popolo simile dicevo, accontentarsi di lasciare un Signor Pane del genere senza una degna corte di accompagnatori e menestrelli?
Ditemelo voi, poteva?

A Scillichenti non esiste viuzza senza un panificio.
Aperto.
Pure alle tre di notte.
E siccome a noi Siculi piace fare le cose per bene, ogni panificio s'è attrezzato benino benino con i suoi bei tavolini con le tovaglie di carta a quadretti, strategicamente posizionati dove soffia la brezza dello Ionio.
Che nelle serate estive è una goduria.
A Scillichenti si va con i pantaloni di lino e le infradito, e preferibilmente con i capelli salmastri e selvaggi retaggio di una giornata di mare.

U Pani viene tagliato nel mezzo, condito il giusto con un filo d'olio ed una spolverata di sale e pepe, dopodichè  riempito come una zampogna  a suon di fettone di mozzarella fiordilatte, pomodoro fresco, prosciutto cotto, olive nere, tonno, salsiccia, funghi e cipolla.

Oh, mica tutto insieme, eh?

La scelta degli ingredienti è lasciata al pubblico, che nella piazzetta davanti alla chiesa dà vita a spettacolini teatrali e sorteggioni truccati per decidere se u Pani Cunzatu si deve fare col tonno e le olive o con il prosciutto ed i funghi.
Che noi Siculi, per una cosa del genere, siamo capaci di farci un comizio elettorale.

U Pani Cunzatu di Scillichenti si mangia in quelle sere in cui, benchè stufo delle solite pizze e delle grigliate di pesce, stai lì con la voglia di qualcosa di sfizioso ma semplice, qualcosa di esageratamente godurioso e meravigliosamente economico, allora c'è sempre quello che, colto da mistica folgorazione come San Paolo sulla via di Damasco esclama "Minchia! U Pani Cunzatu di Scillichenti!"

Perchè u Pani Cunzatu di Scillichenti si mangia con gli amici giusti, tutti uniti dal filo della mozzarella e dalle risate a raglio di ciuco, con la birra ghiacciata che va giù che è un piacere, la classica pièce teatrale "No dai, l'ultimo pezzo prendilo tu" e la partitona finale a calcetto balilla, con il girone d'andata e di ritorno, la finale e la finalissima, tra urla selvagge e stecche nei coglioni (come va oggi PTN?), fino a quando la proprietaria, con dei deliziosi pantaloni leopardati e due balle così, non ti guarda alle due di notte e ti chiede "Carusi chi facemu, vi lassu i chiavi?".

Scritto da: lostris18 alle ore 16:57 | link | commenti (50) | commenti (50) (popup)
venerdì, 03 agosto 2007
  Perle
In una delle ultime scorribande in libreria, mi è accidentalmente capitato tra le manine assetate di cultura (chi? Io?) un librino dall'eloquente titolo "Duecento buoni motivi per odiare gli uomini".
E vi ho detto tutto.
Il librino elencava in effetti ben duecento validissimi motivi per detestare la stirpe di Adamo, come se la sottoscritta potesse avere ulteriore bisogno di ispirazione! (LOL)
Il più luminoso, quello che mi è costato l'immediata denuncia per schiamazzi molesti in locali pubblici, io lo devo pubblicare per forza.

"Un uomo è capace di infilare in lavastoviglie un piatto con una cotoletta sopra".

Sublime.
Scritto da: lostris18 alle ore 12:28 | link | commenti (35) | commenti (35) (popup)
giovedì, 02 agosto 2007
  Alzate d'ingegno
Riuscite ad immaginare, con un torcicollo micidiale come il mio, qualcosa di più imbecille e controindicato che andare a rifarsi le meches dal parrucchiere, dove sicuramente ti faranno lo shampoo nella classica posizione del collo ad Anitra WC e ti terranno con la testa bagnata quelle due o tre orette neccessarie a portare a termine l'operazione?

Ecco, ci sentiamo al mio ritorno.
O almeno lo spero.
Scritto da: lostris18 alle ore 15:46 | link | commenti (22) | commenti (22) (popup)
mercoledì, 01 agosto 2007
  Attese
Visto che contro il mio torcicollo fulminante niente ha potuto la (seppur economica) moderna chimica farmacologica, oggi pomeriggio ho deciso di ricorrere ai vecchi metodi delle nonne.
L'erborista di fiducia asserisce che, nel mio caso, la Melissa Officinalis potrebbe compiere il miracolo e farmi finalmente abbandonare la legnosa e dolorosissima postura a tronco di quercia.
Fiduciosa e totalmente succube del suo sapere sciamanico (m'avesse proposto un unguento a base di palle di ornitorinchi in amore l'avrei acquistato lo stesso, per dire), pago il mio preziosissimo flaconcino di estratto essenziale del succitato erbaceo e torno a casa con 15 euro in meno (pare che la Melissa sia quotata in borsa quanto i lingotti d'oro) e un barlume di speranza in fondo al cuore.
Tu pigli un cucchiaio di olio di mandorle dolci, che già di suo unge come l'olio Atai Paraflù, lo mischi con il profumatissimo
(va detto) estratto di Melissa,  lo spalmi completamente fino ad assumere la caratteristica luminosità del fiore di zucca in pastella e attendi.

E attendo.

Se avessi le palle, sarebbero quanto quelle dell'ornitorinco.
Scritto da: lostris18 alle ore 17:15 | link | commenti (41) | commenti (41) (popup)